Pro loco di Pedesina


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La realizzazione della diga di Panigai


Dal 6 al 9 agosto, nelle sale del Comune di Pedesina, è stata ospitata una piccola mostra fotografica sulla realizzazione della diga di Panigai, a cura del geometra Paolo Piganzoli.

L'impianto Bitto

Gli impianti del Bitto sono stati progettati dall'ingegnere Claudio Marcello, uno dei progettisti più esperti a livello internazionale, e realizzati a partire dal 1939.

Nel 1937 fu nominato Direttore delle Costruzioni Impianti Idroelettrici del gruppo Edison.
La diga di Trona, realizzata tra il 1939 e il 1942, è stata la prima grande realizzazione di Marcello, ideatore di due nuovi ed originali tipi di dighe: a gravità alleggerita e ad elementi cavi, con 12 realizzazioni in Italia e 3 all'estero.

Trona, che costituisce il primo salto, prende origine dal lago Rotondo, le cui acque vengono convogliate nel lago artificiale dell'Inferno (1941-44), che riceve acque anche dal Pizzo Tre Signori, dal Pizzo di Trona e dal Pizzo Varrone.

La centrale idroelettrica di Gerola viene alimentata dalla diga di Trona, dalla diga Inferno e dal lago di Pescegallo.

La diga di Panigai ha la funzione di regolatore per l'ultimo salto che collega la centrale di Regoledo, alimentata dalle acque della Valgerola e dalla derivazione Lesina.

La diga di Panigai

La principale finalità della diga è la regolazione giornaliera e settimanale dell'energia producibile nella centrale di Regoledo, IV salto del sistema di impianti del Bitto.

Ubicata in una profonda forra sul Bitto, a 675 m s.l.m, la diga di Panigai è stata iniziata nell'aprile del 1941 e completata a settembre dello stesso anno.

I lavori sono stati commissionati all'ingegnere Claudio Marcello dalla società "Orobia", costituita dall'ing. Ettore Conti a Milano nel 1906 tramite la fusione di due società già esistenti, la "Società Gas ed Elettricità" di Lecco e la "Brianza" di Merate. Trasferita la sede da Milano a Lecco in agosto, dal dicembre 1906 Orobia iniziò a distribuire l'energia elettrica prodotta dalle proprie centrali idroelettriche.

Elena Rovelli

 

 

     

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